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COVID-19

Guida di sopravvivenza per leader
al tempo del COVID

Stiamo tutti vivendo un momento di forte discontinuità, nella vita privata come in quella professionale. Siamo tutti preoccupati per quello che accade intorno a noi.

In questo momento di destabilizzazione è interessante vedere come diversi leader si siano rimboccati le maniche per aiutare la Società in genere, l’Economia in particolare ma come più di tutto si siano impegnati nello stimolare il morale delle persone con cui lavorano.

Molti leader e le aziende che rappresentano si sono esposti in prima linea donando somme di denaro, beni di prima necessità o offrendo i propri servizi.

Prendendo spunto da questo, per essere vicini alla comunità italiana, durante l’ultimo lockdown noi di Egon Zehnder abbiamo sentito il bisogno di offrire ai leader delle aziende che costituiscono il tessuto connettivo del Paese una piattaforma per aiutarli a sviluppare un “nuovo mind set”.

Un approccio nuovo, adatto ad affrontare il “new normal”.

Quasi 100 forum tra marzo giugno, che hanno visto la partecipazione di circa 2000 professionisti tra manager e consiglieri di amministrazione.

Agorà digitali create e gestite da Egon Zehnder a beneficio di specifiche realtà, dove i Leader intervenuti hanno parlato in modo autentico mostrandosi talvolta vulnerabili e al contempo coraggiosi nel rivelare paure e speranze. Luoghi per esprimere riflessioni ed emozioni, dove sono soprattutto le ansie dei loro collaboratori ad avere avuto voce.

E’ stato bellissimo ed emozionante vedere l’energia positiva che si è sprigionata durante queste sessioni. Un’energia che ci piace pensare sia stata trasmessa anche a tutti gli altri collaboratori che li accompagnano nella loro quotidianità aziendale.

Questi eventi hanno permesso di acquisire diversi insegnamenti e gli amici che vi hanno partecipato ci hanno invitato a condividerli con la più ampia platea di business leader che guidano le aziende presenti in Italia. Da qui il piacere di riassumerli in questo articolo.

Ecco le principali considerazioni che abbiamo raccolto da questi leader:

  • Strumenti come Zoom hanno permesso una democratizzazione della leadership: un “quadratino” ne vale un altro;
  • I forum digitali hanno accorciato la catena di comando, permettendo allineamento e decisioni più rapide. Però allo stesso tempo i manager hanno scoperto che questo forum può essere un’arma a doppio taglio. L’immediata “socializzazione” delle informazioni concede pochi margini di errore nella comunicazione, e quindi bisogna prestare attenzione a quello che si dice e principalmente bisogna stare attenti ai “toni” che si usano;
  • La socializzazione delle informazioni permette la creazione di una Leadership collettiva, dove il pensiero del singolo individuo ha meno possibilità di avere impatto se il gruppo non lo fa proprio;
  • Le “periferie aziendali” non si sono mai sentite parte delle dinamiche della “capogruppo” come in questo periodo. Infatti, i forum digitali hanno permesso un’aggregazione sociale a prescindere dalle distanze geografiche.
Cosa hanno in comune i leader che riteniamo siano stati più in grado di altri ad affrontare il precedente lockdown?
Sperimentatori

Hanno permesso nuovi approcci, nuovi modi di lavorare, e prima di tutto hanno permesso alle persone di sbagliare e d’imparare dai propri errori;

Tecnologici

Hanno utilizzato la tecnologia per diventare più agili nel modo in cui hanno messo a fattor comune le informazioni e preso le decisioni;

Empatici

Hanno mostrato empatia. I leader vincenti hanno costruito dei forum che sono stati usati anche per monitorare il livello di tenuta psicologica dei colleghi e per ascoltare che tipo di paure e ansie fossero presenti tra loro;

Difensori del capitale umano

Hanno gestito il capitale umano come un bene da tutelare a “tutto tondo”, ed iniziative come lo smartworking sono state promosse ed incentivate prima ancora di essere previste per legge;

Promotori del ESG (Environmental, Social, e Governance)

Hanno promosso il fenomeno del ESG come un tema da inserire a pieno titolo nell’agenda quotidiana dell’azienda. Ad oggi non si pensa solo al profitto corrente, ma anche al capitale sociale che si vuole lasciare in eredità ai figli dei nostri figli;

Comunicatori Digitali

I leader vincenti di oggi riescono ad animare i dialoghi digitali con una sapiente regia che orchestra un mix di strumenti innovativi (Zoom, Webex, Teams, Slido, etc..), con i “tempi del teatro” del teatro. Alcune volte, questo ruolo è ricoperto dallo stesso Amministratore Delegato. Altre volte è una delle persone più junior del team, creando de facto un nuovo ruolo in azienda.

Oggi stiamo affrontando la seconda ondata. In che modo è diversa dalla prima?
  • Innanzitutto, abbiamo capito che non è un “black swan”. Non è uno di quei fenomeni che una volta passati ci si lecca le ferite e basta.

Siamo entrati in un “new normal” dove il futuro è ancora meno prevedibile di quanto fosse nel passato;

  • Oggi tutti abbiamo somatizzato che non stiamo partecipando ad uno sprint, ma ad una maratona, dove è importante amministrare le energie per imparare ad essere resilienti;
  • Ciascuno vive a casa un ecosistema (sistema famiglia) che è ulteriormente colpito. Esiste la paura di cosa succederà una volta che sarà esaurita la fase degli ammortizzatori sociali, e le dirette conseguenze umane che ci toccheranno come collettività;
  • Con il tempo si sta attenuando l’attenzione alla parte empatica dei rapporti. Le “zoom call” stanno diventando più asciutte, più focalizzate su problemi specifici. Tutto sta diventando più transazionale. E’ raro avere un dialogo “senza agenda”, per il solo piacere di parlare con una persona. Montano rabbia, frustrazione, sofferenza, e non sempre si trova una strada per le soluzioni. Questo potrebbe portare i livelli di solitudine, cattiveria, cinismo, opportunismo, e individualismo ad aumentare;
  • C’è un bisogno di dotarsi di regole. Per alcune persone sono spariti i confini tra attività professionale e personale, con rischio di depressione e “burn out”. Dovendo lavorare da casa, bisognerà chiarire i confini. Bisogna fare una riflessione su quali siano le cose che ha senso fare a casa, rispetto a quelle che conviene fare in ufficio.

I leader vincenti hanno capito che l’attuale contesto ci obbliga ad organizzarci in un modo sostenibile, affrontando in modo strutturale il “new normal”. Innanzitutto, si stanno organizzando per mantenere alto il senso d’affiliazione delle persone all’azienda e su come mantenere alta la salute mentale dei collaboratori.

Il benessere delle persone prima della produttività.

Questi leader hanno preso consapevolezza che ogni persona ha 4 voci interiori: Warrior per prendere decisioni difficili, Lover per capire le diverse esigenze e farle confluire in un progetto comune, Dreamer per costruire la visione del futuro, Thinker per pesare gli impatti delle diverse decisioni.

L’ideale è che ogni voce contribuisca a creare un coro intonato, senza essere soffocato da Warrior e Thinker, voci normalmente predominanti in azienda.

Come si fa? È la responsabilità integrata del leader, del capo azienda e del board di attivare queste voci insieme. Un grande allineamento tra il capo, la sua squadra di manager che fa da catena di trasmissione, e il board che deve mantenere la barra dritta. I diversi interlocutori devono dialogare e aiutarsi a vicenda nel mantenere queste voci in bilanciamento.

È una battaglia che si vince collettivamente.

I leader del futuro sono quelli che supereranno il mito del mostrarsi sempre “perfetti”, sempre infallibili.

Accettare le proprie imperfezioni e paure, per accettare e gestire insieme quelle del team.

Ma quanto imparato vale solo per i periodi che lavoreremo in lockdown? I nuovi approcci adottati non possono essere usati “a prescindere” al fine di inventare un nuovo “schema di gioco della vita manageriale”?

Dotare la propria azienda delle giuste competenze è sempre una cosa giusta. Oggi però, è una condizione necessaria ma non sufficiente. Quello che fa la differenza è la capacità di affiancare alla parte logica quella del sensing, fatta di ascolto ed empatia, ricca di messaggi che arrivano tra le righe, dalle “pance” più che dalle teste.

In sintesi, i nuovi leader promuovono l’Empatia come politica aziendale. Il nuovo trend si chiama “Self care” e per questo bisogna entrare in contatto con le proprie emozioni. Il tema del self-care non è una moda, non è filantropico ma ci consente di connettere testa e pancia, in modo poi di avere accesso a quella degli altri.

Il prerequisito per fare ciò consiste nell’essere in grado di mostrare la propria vulnerabilità.

I leader che abbracciano questo stile di vita avranno accesso ai codici per programmare un nuovo e duraturo schema di gioco.

Perché tutto ciò è importante? Perché i veri talenti sono sempre una risorsa scarsa. Ci sono tante informazioni sul mercato. Con i social network sono in tanti a giudicarci. Sono valutati anche i nostri leader e le aziende che rappresentano.

La verità è che saranno i talenti a scegliere per chi lavorare!

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